Ci sono 5 categorie di persone che possono rivendicare una quota di eredità:
- Il Coniuge della persona defunta.
- Il Convivente della persona deceduta (inteso come la persona che ha convissuto come marito o moglie con il defunto per almeno 2 anni immediatamente prima della morte). Il principio vale anche per la coppia convivente dello stesso sesso.
- Ex coniuge o partner dell’unione civile beneficiario di assegno di mantenimento, che non ha contratto nuove nozze o una nuova unione civile.
- Il figlio o chi è stato trattato come tale all’interno della famiglia.
- Qualcuno che è stato sostenuto finanziariamente dal deceduto sino fino alla morte di quest’ultimo.
Storicamente, è stato più facile per le categorie in cima all’elenco di cui sopra rivendicare con successo una quota ereditaria, rispetto alle categorie più in basso. Tuttavia, i tribunali negli ultimi anni sono stati più propensi ad interferire nelle disposizioni testamentarie, rispetto a quanto non lo fossero stati in passato.
A titolo di esempio, i tribunali del Regno Unito hanno recentemente deciso in favore di una figlia, nonostante questa fosse rimasta lontana dalla madre per molti anni, al punto che la madre non aveva preso parte neppure al suo matrimonio. Una figlia che non aveva mai fatto affidamento sulla madre, ma che nonostante questo, si è vista riconoscere il diritto di impugnare il testamento del genitore che non le aveva lasciato nulla.
Un altro esempio, riguarda un caso in cui non era stato fatto alcun testamento, ed il patrimonio del defunto del valore di oltre cinque milioni di sterline, è stato assegnato alla moglie del de cuius piuttosto che alla sua attuale compagna. L’attuale compagna ha dato incarico ai propri legali al fine di impugnare il testamento, ed hanno ottenuto con successo che le venisse assegnata una quota dell’eredità.